Content marketing 2.0: che cos’è e perché è importante

Il content marketing è un concetto che comincia solo da qualche anno a diventare familiare non solo per chi si occupa di commercializzazione ma anche per chi ama bazzicare in rete o per chi semplicemente ha un’attività e vende qualcosa, di qualunque cosa si tratti.

Questa forma di promozione online non riguarda soltanto l’arte della scrittura ma tutta una serie di nuove professionalità che, insieme, sono indispensabili per una strategia ben concepita.

Parliamo dunque di testi, il più creativi, accattivanti e innovativi possibile, ma anche di SEO, di email marketing, di social media marketing, di editing e di altre skill indispensabili nel complesso.

Perché non solo i testi possono essere di diverse forme, articoli, comunicati stampa, guest post, post, pillar post, approfondimenti, ecc, ma anche i contenuti in sé possono essere di diverso tipo (video, guide, webinar, tutorial, ecc).

Spesso saper fare tutte queste cose è possibile ma non fattibile, nel senso che, specie quando si parla di grosse aziende e la mole di lavoro cresce, non è facile occuparsi di mail, di social, di testi, di SEO copywriting, di analisi delle serp e di innumerevoli altre cose che richiedono tempo, competenze, studio, attenzione e professionalità.

È a questo punto del discorso, quindi, che entra in gioco  il content marketing manager.

Content marketing manager: chi è e cosa fa

Il content marketing manager è dunque una figura completa che sa fare tutte le cose sopraelencate ma, soprattutto, che sia lungimirante ed esperto in strategie promozionali 2.0.

content marketing managerUn professionista, insomma, che sappia individuare la migliore idea e che dica alle altre figure del team come fare cosa: in primis al copywrtier, al Seo specialist, al social media manager, ma anche al fotografo e al videomaker.

L’obiettivo del lavoro di tutta la squadra? Fare in modo che quel qualcosa o quel qualcuno su cui si sta lavorando venga trovato.

Tramite i social, tramite le ricerche organiche, tramite le ads, tramite le newsletter, tramite Youtube, tramite la carta stampata, le radio e la tv (che ormai sono un tutt’uno con il web) e tramite qualunque altro mezzo telematico radicato o appena approdato sul mercato.

Fare in modo che l’utente ti trovi, insomma, è la prima regola ma, naturalmente, è importante anche veicolare il messaggio giusto.

La visibilità, del resto, è un’arma a doppio taglio e farsi trovare suscitando una reazione negativa o di indifferenza equivale ad aver investito risorse o energie inutilmente.

Primo passo: analizzare i competitor e capire come operano

Per mettere a punto un piano, un po’ come avviene in guerra o in qualsiasi altro tipo di sfida, è fondamentale capire bene con chi si ha a che fare.

Chi è il migliore del settore? Come ha fatto a diventare il migliore? Cosa offre? Cos’ha che tu non hai e cosa non ha che invece potresti offrire?

Dopo questa prima analisi concettuale si passa poi all’utilizzo di strumentazioni tecniche, i famosi tool indispensabili per il lavoro del content marketing manager.

contenuto e analisi competitorParliamo dunque di programmi come SEOZoom o SemRush, entrambi a pagamento, o per i meno navigati di altri tool free che consentono di studiare il posizionamento di ogni sito in base a determinate parole chiave.

Spesso, tuttavia, l’analisi migliore o quanto meno la bozza da cui partire è data dall’osservazione delle Serp, dal numero dei risultati per ogni tipo di ricerca e soprattutto dai competitor che occupano le prime posizioni.

Insomma, se sei piccolo e stai cercando di farti conoscere in un settore in cui sai già che ti scontrerai con dei veri e propri colossi diciamo che o hai un’arma segreta o hai una strategia grandiosa.

Mai, comunque, fermarsi ad un’analisi superficiale perché spesso non è detto che i primi risultati delle Serp scaturiscano da budget smisurati o da staff inarrivabili.

Come accennato, comunque, esistono strategie alternative o scorciatoie che un buon content marketing manager saprà sicuramente individuare.

Secondo passo: definire gli obiettivi di ogni settore

L’esperto di content marketing 2.0, insomma, è colui che sa tutto, che vede tutto e che non perde mai di vista né l’obiettivo, né chi opera per raggiungere quel determinato obiettivo.

Che significa? Che non solo questo speciale professionista assegna mansioni sulla base di una determinata strategia ma che deve avere ben chiaro quale sia l’obiettivo di ciascun collaboratore.

Il content marekting manager sa, per esempio, chi è il target di chi sta facendo lead generation (usare determinati contenuti per ottenere contatti utili) e sa, quindi, cosa deve e cosa non deve fare il suo collaboratore per raggiungere soltanto utenti veramente interessati.

Ma non solo, sa chi sono gli utenti che vuole raggiungere sui social come sa chi sono i destinatari dell’attività di email marketing. Solo così, in sostanza, è possibile mettere a fuoco l’obiettivo complessivo, elaborare una strategia e perseguirla ottenendo, in definitiva, il risultato sperato: fare in modo che quella determinata persona, quel determinato sito o quel determinato prodotto venga trovato sul web.