Brand Positioning: metti le ali alla tua azienda con la strategia giusta

Brand Positioning: (detto anche Branding Position, in modo errato), in italiano Posizionamento del Marchio; ne hai sentito parlare tante volte ma hai sempre ritenuto che non fosse utile per il tuo tipo di azienda?

Che tu sia un professionista, il titolare di una micro-impresa o l’amministratore delegato di una multinazionale è arrivato il momento di approfondire l’argomento e dare una scossa agli affari.

Non che prima non fosse altrettanto importante, ma con l’avvento di internet il posizionamento del tuo brand nella mente dei consumatori è diventato indispensabile.

Più degli sconti, più delle promozioni, più della pubblicità nuda e cruda, più dei test gratuiti, più delle recensioni, più di ogni tipo di campagna social o landing page da manuale: ciò che davvero conta al giorno d’oggi per ritagliarsi una fetta di mercato è apparire unici agli occhi del consumatore.

Come fare? Con una buona strategia di posizionamento. E non è solo di quello dei motori di ricerca che stiamo parlando ma della categorizzazione mentale e invisibile che tutti noi facciamo quando dobbiamo comprare qualcosa.

Come attuare una buona strategia di brand positioning in poche mosse

Malo hic esse primus quam Romae secundus

Preferisco essere primo qui che secondo a Roma

È citando una frase di Giulio Cesare, pronunciata la prima volta in un piccolissimo villaggio delle Alpi e tramandata ai posteri dallo storico greco Plutarco, che forse potremmo riuscire a mettere a fuoco la questione in maniera semplice.

Inutile sfidare i colossi o fare di tutto un po’: il mercato è saturo, lo è da tempo, e l’unico modo per emergere al giorno d’oggi è quello di ritagliarsi una nicchia, se non addirittura uno spazio commerciale nuovo, e puntare dritto alla vetta.

esempio di brand positioning
Un classico esempio di Brand per distinguersi dalla massa.

Insomma, senza troppi giri di parole, c’è più possibilità di fare business puntando a diventare il primo venditore di papas arrugadas a Fiesole che il più importante fornitore di ortofrutta del Lazio.

Tanto per cominciare le papas arrugadas, piccole e gustosissime patate tipiche delle Isole Canarie, sono buonissime, versatili e adatte alla realizzazione di moltissime ricette.

In secondo luogo, pur essendo particolarmente gustose, in Italia sono praticamente sconosciute a differenza di molti altri prodotti esotici ormai divenuti di largo uso e grande tendenza.

Raccontare storie sulle papas arrugadas, acciuffare quei turisti che di ritorno da Lanzarote o Tenerife cercano disperatamente di trovare un adeguato partner per la salsa de mojo scegliendo nel mucchio patate piccole o novelle, fotografare e pubblicare immagini di piatti appetitosissimi, instillare nella mente dell’amante dei fornelli curiosità e interesse: tutto questo vuol dire fare brand positioning ovvero ritagliarsi un posticino nella mente del consumatore e fare in modo che, una volta individuato il tuo prodotto, non riesca a farne più a meno.

Ecco spiegato perché, seguendo l’esempio delle papas arrugadas, strategia di brand positioning del tutto inventata considerando che in Italia le papas arrugadas sono praticamente introvabili, aziende che promuovono esclusivamente prodotti di nicchia ad elevato potenziale di specializzazione stanno registrando fatturati importanti a discapito delle grandi imprese stile anni Novanta (vendo di tutto un po’ e se non vendo cerco di abbassare i prezzi).

Morale della favola? È più facile essere primi in una sola cosa specifica in una determinata area che secondi in tutto al livello globale.

Un po’ come avviene per il posizionamento sui motori di ricerca ma questa è un’altra lunga, complessa e interessantissima storia.

Oggi le alternative sono solo due: essere immenso o essere specializzatissimo. In mancanza di una delle due si rischia di venire schiacciati o di smarrirsi nel mare magnum dell’offerta commerciale, fisica e virtuale.

Posizionamento di marca: conosci il tuo nemico e saprai come sconfiggerlo

esempio di Brand riconoscibile
Un Brand tra i più conosciuti al mondo.

Che tu abbia creato qualcosa di assolutamente innovativo o che tu lo abbia copiato da altri con l’intenzione di presentare questo qualcosa meglio, i competitor sono un elemento fondamentale della sfida che ti aspetta.

Individuarli e analizzarne pregi e difetti è fondamentale per mettere a punto una strategia di posizionamento di marca perfetta.

Capire chi sono i migliori nel tuo settore è infatti indispensabile per entrare nella mente del consumatore, per scoprire cosa lo emoziona e a quali stimoli risponde.

Perché, insomma, all’improvviso, una più o meno vasta cerchia di persone comincia a pensare che un determinato prodotto è migliore di un altro, che ne ha bisogno e che bisogno proprio di quello e non di un altro simile, più costoso o economico che sia.

Sì proprio così perché non è questione di prezzo, di sconto o di promozione ma di input che, con una buona strategia di brand positioning, si riesce a inviare al consumatore.

Naturalmente non esiste una formula fissa: in alcuni casi, per gli e-commerce per esempio, la partita si gioca soprattutto sulla facilità di acquisto.

In altre circostanze, come nel caso della Barilla, aspetti del tutto marginali rispetto a un prodotto come la pasta diventano fondamentali: ebbene sì, gran parte delle donne acquista le famose scatolette blu per via del packaging che consente di mantenere la dispensa in perfetto ordine geometrico.

Poi, naturalmente, ci sono lo slogan (Dove c’è Barilla c’è casa), la storia che viene raccontata (la famiglia italiana perfetta, felice e in salute) e così via ma è pur sempre di uno degli esempi più riusciti al livello internazionale che stiamo parlando.

Come dicevamo ogni mercato, naturalmente, è a sé ed è per questo che è fondamentale analizzare i competitor e lo stato dell’arte, capire cosa cerca il target e come si comportano i consumatori che ne fanno parte, studiare una strategia improntata ad esaltare gli aspetti di diversità, eccellenza e specializzazione del prodotto e poi lanciarsi nella mischia.

Del resto oggi i grandi sono troppo grandi per essere battuti e l’unica strada percorribile è solo e soltanto quella dei mercati di nicchia.

Tutto questo processo in una sola parola?  Focalizzazione. Cioè: mettere a fuoco il proprio main concept partendo dallo studio degli avversari e ribadirlo in ogni messaggio della campagna.

La lezione di Sun Tzu e del suo trattato di strategia militare, per chiudere il discorso, è e ancora a lungo sarà il primo comandamento da rispettare per chi si avvicina al complesso mondo del web marketing: per sconfiggere il tuo nemico devi conoscerlo!

Personal branding: quando il brand è una persona

Se hai sentito parlare di brand positioning probabilmente hai una discreta familiarità anche con il concetto di personal branding, l’insieme di tecniche finalizzate a influenzare la percezione che l’opinione pubblica ha non di un prodotto ma di una persona.

A cosa serve? Beh a fare carriera nel caso di molti professionisti, a moltiplicare le proprie possibilità di successo per chi bazzica nel mondo dello spettacolo ma anche a scrollarsi di dosso una “macchia di reputazione”

In tutti gli esempi fatti, ad ogni modo, l’obiettivo finale, in maniera diretta o indiretta, è quella di incrementare gli incassi e, quindi, di fare business.

Cambiano gli addendi, insomma, ma non il risultato. Ecco spiegato perché le tecniche di personal branding e di posizionamento di marca molte volte finiscono per coincidere.

Il mondo del brand positioning comincia ad incuriosirti? Contattaci, discuteremo insieme delle potenzialità della tua azienda.